lunedì 12 marzo 2012

I Cinquini di marzo (1)




I Cinquini di marzo si tingono di mille colori / e le vecchie treggine cercano nuovi amori...beh, l'attacco della famosa canzone di Battisti ci sta parecchio bene, anche se "leggermente" modificato. Però i mille colori ci son tutti e, per trovare nuovi amori, questi immortali Mezzisacchi non hanno mai da fare un grande sforzo. Nel mese della primavera, eccomi dunque a fare la consueta rassegna degli ultimi ritrovamenti in campo Cinquecentesco, suddivisa in due post. In questo primo presento le trovàglie mie personali in girò per la città e i dintorni, a cominciare da questa splendida bleu marine del 1966. Spesso piglio in giro i colorini delle 500 e di altre autovetture, ma questa è un capolavoro cromatico (compresa la sedileria rossa) tenuto oltremodo come un giojellino.



Proseguendo rigorosamente in ordine di immatricolazione, ecco la più classica "begina" in un esemplare del 1967. A sentire Mark B., che ovviamente l'ha già vista, la guida una ragazza giovane e la cosa fa particolarmente piacere. Si vede che non tutte le giovincelle si danno alle Ka e alle Smart, e che ce n'è qualcuna che preferisce di gran lunga la nonna. Io, però, la ragazzotta non l'ho vista; poco male. Ho visto la nonna, e va benissimo così!




A conferma della vocazione eterna dei Mezzisacchi alla targa quantomeno interessante, questa FI 412 420 (molto simile alla prima di questo post) faceva bella mostra di sé ostentando un parcheggino davvero impeccabile (si vede che il proprietario non ci si rigirava dentro, cosa che sono pronto a capire senz'altro). Siamo ancora nel 1967, anche se per poco: il 21 dicembre di quell'anno fu emessa la targa FI 414462. Si può dire che è già una "sessantottina".



Qui, invece, siamo passati al 1969 con questa più che classica "blu notte"; il famoso colore cangiante che, dopo un po', si smangiava con iridescenze da chiazza di benzina sul mare limpido. Nel '69 il Cinquino passa da "Nuova 500" a "500 L", con le stanghe sui paraurti. Specialmente quelle anteriori sono state, secondo me, uno dei più brutti accessori riservati a questa prodigiosa vetturetta; tant'è vero che, nell'ultimo modello prima della cessazione della produzione, furono opportunamente levate di mezzo.



Ancora nel '69 per questo candido esemplare munito dell'insolito particolare dei catarifrangenti sul muso. Si ignora esattamente cosa volesse catarifràngere il proprietario; forse l'aveva scambiata per una bicicletta.



Questa qui mi ha dato parecchio da fare. E' un periodo che la vedo tutti i giorni, ma sosta in una strada di gran traffico ed essersi potuto fermare per fotografarla si è rivelato un'impresa non priva di rischi (tipo quello di essere arrotato, tanto per essere chiaro). Ne è valsa la pena per un sacco di motivi, però. Prima di tutto per la simpatica sgarrupatezza Cinquecentesca che sfoggia, segno d'uso quotidiano e ripetuto. Poi per la targa, veramente carina anche se ancora priva dei crismi per essere considerata particolare. E, infine, perché siamo evidentemente di fronte ad una reimmatricolazione: questa è ancora una "Nuova 500", e la targa fiorentina è del 1970.



Ancora una "blu notte" del 1970, senza ritargature. Esemplare che mostra appieno i problemi di verniciatura che hanno sempre avuto i Cinquini di quel colore, peraltro gettonatissimo.



Poteva mancare il "mio" Isolotto in questa raccolta marzolina? Impossibile. Qui siamo di fronte al fu "Quadrilatero Verde", ora sconciato e in via di trasformazione in parcheggio (ma sembra che i lavori siano già bloccati). Quel che non si blocca è questa macchina, a partire dai primi mesi del 1971.


Un'altra "blu notte", ma stavolta bella lucida (e forse riverniciata con una pittura di migliore qualità di quella originale). La sua particolarità è che potrebbe essere esattamente del 31 dicembre 1971 o del 1° gennaio 1972. Il 29 dicembre 1971 era stata emessa la targa FI 603889.



Dal 1972, un Mezzosacco decisamente "collinare" essendo stato trovato in una delle più tipiche stradine suburbane e campestri fiorentine. I Mezzisacchi, notoriamente, non si fermano davanti a niente. Se m'immagino un'automobile in cima all'Everest, questa è una 500.


Per terminare il 1972. una "bianca" ritrovata vicino a una Nave. Vi chiederete come sia possibile, essendo a Firenze; ma da queste parti siamo abbastanza sorprendenti...



Con l'ultima "fiorentina" siamo già alla versione estrema della 500, privata delle stanghe paraùrtiche e col logo Fiat "anni 70". Siamo nel 1973 e ci si avvicina a gran passi alla fine dell'avventura del Mezzosacco come auto in produzione: a Firenze, le ultime originali comparvero nella serie FI 780000, nel 1975.



Ma, naturalmente, a Firenze è presente anche una nutritissima colonia di Cinquini "alieni". Con questo torniamo ai blu notte cangianti/smangiati/iridescenti, e anche all'Isolotto. Il Mezzosacco bougianen in questione è del 1971.



Usualmente non metto mai Cinquini ritargati "in bianco", anche perché esteticamente rovinosi. Le targhe bianche erano veramente un cazzotto nell'occhio per i Mezzisacchi. Però il colore parecchio simpatico, che ben si adatta alla "napoletanità" di quest'esemplare, mi ha fatto decidere per il contrario.



Termino questo lunghissimo post (probabilmente il più lungo di tutto il TB...) con una "bianca" degna di nota soprattutto per la sua targa. Innanzitutto perché è parecchio bella, e poi perché è il primo esemplare che vedo di targa quadrata farlocca applicato a una 500. Neanche i Cinquini si rivelano esenti da questo vezzo: per Pescara e provincia si tratta di un'emissione del 1985, ed è quindi chiaro che la "quadrata" è una riproduzione. Oltretutto siamo davvero sotto casa mia: l'Isolotto non finisce mai di stupire!