giovedì 21 luglio 2011

Spingendo l'Elba un po' più in là






Il titolo di questo post ha bisogno di una breve spiegazione. L'attribuzione di questa splendida Alfetta del 1974 è infatti un po' strana, se si pensa che le foto sono state prese nell'etrusca e murata città di Volterra. Ma qui si va come nel profondo della mia vita; quando vado (e torno) dall'Elba, il percorso atavico che attraversa tutta la Toscana centrale (passando per il Galluzzo, Colle Val d'Elsa, appunto Volterra e le sue Saline, Casino di Terra, Bibbona, la California e la vecchia Aurelia fino a Piombino) fa da sempre, per me, già parte dell'Isola. La sua "marcia di avvicinamento". Anche se a volte lo faccio, detesto passare per la FI-PI-LI, per l'A12 e per l'Aurelia a 4 corsie; all'Elba ci si va davvero, da Firenze, passando solo per la statale 68, per le sue balze e per le sue lune; e tutto quel che si trova sul suo territorio è un preludio (o un estremo lingering, al ritorno). Non pretendo naturalmente che si capisca appieno la cosa, appartenendo ella interamente alla mia storia; ma comunque sia, Volterra ha poi in sé qualcosa dell'isola.