martedì 1 settembre 2009

Elbatregg' '09 (10): Il placcaggio della Guzzi




Non s'immaginava certo, il gentilissimo sig. Luciano Zainaghi di Biella, membro del Motoclub CIMEP di Ponderano (sempre in provincia di Biella), sbarcato all'Elba per le vacanze con la sua Moto Guzzi del 1951, di essere protagonista, con la sua incredibile motocicletta targata Vercelli (ma che sembra avere avuto origini fiorentine, stando al suo racconto: un caso, addirittura, di ritargatura dei primi anni '50), di un autentico placcaggio su strada. Ma andiamo per ordine.

Pomeriggio assolato e torrido, sulla litoranea dell'Anello Occidentale. Io e la piasintëina ci stiamo dedicando ad una delle nostre attività preferite: andare al mare all'ora in cui tutti ne vanno via. Sto guidando io. Ad un tratto, poco prima di Cavoli, mi vedo davanti questa meraviglia; impossibile, però, fotografarla "al volo". Proprio mentre la piasintëina mi sta dicendo "ma che peccato", ecco balenare in me la Decisione. Der schwer gefasste Entschluss. "Lo fermo!". "Ma nooo! Ma che fai!!", esclama la piasintëina; ma oramai il dado è tratto. Non è possibile lasciarsi sfuggire una cosa del genere. Muss es sein? Es muss sein!

Così, sorpasso la moto, trovo una piazzola sul lato della strada, e accosto. Scendo. Aspetto il passaggio della Guzzi e mi sbraccio; il signor Zainaghi, fortunatamente, si ferma e non mi manda immediatamente al diavolo come avrebbe voluto la logica. Tutt'altro; dopo avergli spiegato brevemente del Treggia's Blog, il sig. Zainaghi non solo acconsente, ma mi racconta vita morte e miracoli di quell'automezzo, lo fa fotografare e mi autorizza persino a declinare il suo nome, cognome e motoclub. Cosa che, invero, faccio con estremo piacere. Davanti ad una meraviglia del genere, valeva la pena correre il rischio di essere mandato a quel paese. Con mia somma fortuna, ho incontrato non solo una persona gentile, ma anche autenticamente appassionata. Un Treggista con la T maiuscola, insomma. Ringraziarlo è fin poco.

NB. Anche in questo caso, ohimé, non avevo dietro la Kodak; come sempre, è stata la
piasintëina a salvare capra e cavoli con il suo tuttofonino. Pensate un po' che figura: scendo dalla macchina, "placco" il sig. Zainaghi e poi mi accorgo di non avere la macchina fotografica. Sto forse perdendo qualche colpo. O forse era colpa del caldo. Menomale che c'è il caldo cui si può dare sempre la colpa, e una piasintëina che ci mette sempre una pezza!